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E’ morto Fidel Castro, gli esuli cubani: fine di un incubo

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Una delle ultime immagine di Fidel Castro, col fratello Raul al congresso del partito comunista cubano

L’AVANA. 26 NOV. In Florida gli anticastristi esultano, bandiere e clacson che suonano all’impazzata: è la fine di un incubo. A Cuba qualcuno piange e si preparano i funerali: è scomparso il “Lider maximo”.

Stanotte alle 4.29 (ore 22.29 ora cubana) è morto all’Avana Fidel Castro. Aveva 90 anni. A dare l’annuncio ufficiale in Tv è stato il fratello Raul, che dal 2006, quando la lunga malattia e la vecchiaia erano ormai in stato avanzato, ha preso le redini di uno degli ultimi paesi comunisti rimasti al mondo (nel 2008 Fidel gli trasferì tutti i poteri).

Centinaia gli attentati (sembra siano stati 638) ai quali il “Lider Maximo” riuscì sempre a scampare, grazie a un servizio segreto tra i migliori del mondo e nonostante che la sorella minore, Juanita, scappata in Messico, confessò di avere lavorato per la Cia per tentare di frenare il corso marxista-leninista dei suoi due fratelli.

Fidel Castro era nato il 13 agosto 1926. Dopo gli studi dai Gesuiti, si avvicinò al marxismo. Laureato in legge, divenne avvocato e poi dedicò la sua vita alla lotta politica, che divenne armata con la “Revolucion”. A cominciare dal 1956 creò le basi per la rivoluzione cubana, conclusasi con la “Victoria” e la cacciata del generale Fulgencio Batista nel capodanno del 1959.

Dopo avere promesso di riportare la libertà al popolo, instaurò invece un regime simile a quello sovietico con la negazione dei principali diritti dell’uomo. Quindi l’esodo degli esuli cubani, principalmente negli USA, e il disastro della Baia dei Porci nel 1961, la crisi dei missili sovietici nel 1962, la guerra fredda, il rischio del lancio di testate e bombe atomiche, con il presidente Kennedy che si “arrese” all’idea di avere “una spina nel fianco a soli 90 miglia dal territorio americano”.

A Cuba non è mai stato ammesso il dissenso, ogni forma di ribellione è stata schiacciata e gli oppositori sono spariti con le purghe o, nella migliore delle ipotesi, finiti in galera per la “rieducazione”. I cubani, prigionieri nella loro isola, non avevano neppure diritto al passaporto, proibito negli anni di Fidel: “Nelle nostre carceri non ci sono prigionieri politici, ma criminali anti rivoluzionari”.

Il regime antidemocratico, però, ha resistito per decenni al rigidissimo embargo USA perché aiutato dall’URSS e dagli altri Paesi comunisti. Cuba è riuscita a superare anche il 1989 con l’abbattimento del Muro di Berlino e, più recentemente, lo stop degli aiuti da parte del Venezuela.  Invero, di fatto, il comunismo a Cuba resiste ancora oggi, sia pure con alcune timide liberalizzazioni ed aperture al mondo esterno.

I rumour sulla morte di Fidel Castro negli ultimi anni si rincorrevano, con continui annunci e smentite. Nell’aprile scorso concesse una delle sue ultime interviste e rivolgendosi ai mille delegati del settimo congresso del partito comunista disse: “Presto avrò 90 anni e sarò come tutti gli altri”. Stamane la notizia è ufficiale.

 

 

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