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Togliere le unghie ai gatti, nel New Jersey verrà bandito

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Togliere le unghie ai gatti, nel New Jersey verrà bandito

TRENTON. 21 NOV. Secondo quanto riportano alcuni giornali un gatto domestico su quattro negli Stati Uniti era stato mutilato delle proprie unghie per volontà dei padroni.

Gli animalisti a proposito avevano fatto innumerevoli battaglie anche contro veterinari più volti al proprio interesse che al benessere degli animali.

Ma, ora, il New Jersey sta per diventare il primo stato americano a bandire il cosiddetto “declawing”, ovvero la deungulazione.

Una commissione legislativa ha approvato una norma per impedire l’esercizio della professione ai veterinari che praticano la deungulazione, definita come un “atto criminale di crudeltà sugli animali”.

In questo modo se la legge verrà approvata dall’assemblea di Stato veterinari e proprietari responsabili delle mutilazioni verranno puniti con sei mesi di prigione e una multa di mille dollari.

Per diversi anni molti veterinari hanno sostenuto che privare i gatti dei loro artigli non avrebbe avuto conseguenze e hanno consigliato la mutilazione insieme alle prime vaccinazioni o alla sterilizzazione.

Diversi, invece, gli studi che hanno accertato che privando il gatto dei suoi artigli non solo gli si infliggono inutili sofferenze nell’immediato, sarebbe come asportare la prima falange ad un essere umano, ma gli si imponfgono conseguenze permanenti sulla sua mobilità e sulla postura, perché gli provoca dolori articolari che aumentano con l’età.

La legge all’esame nel New Jersey continua comunque a sollevare polemiche. Sono molti i veterinari negli States che appoggiano apertamente la mutilazione, argomentando che per molti gatti è l’unica soluzione per evitare l’abbandono o la soppressione.

In Europa sono numerosi gli Stati che hanno applicato le norme Ue contro la crudeltà sugli animali e vietato la deungulazione.

In Italia la norma recita espressamente che è vietato “effettuare interventi chirurgici destinati a modificare l’aspetto di un animale da compagnia o finalizzati ad altri scopi non terapeutici, quali il taglio della coda, delle orecchie, la recisione delle corde vocali e l’asportazione delle unghie e dei denti”. Questo però non ha evitato abusi e le associazioni animaliste denunciano che anche nel nostro Paese la deungulazione viene richiesta da alcuni proprietari di animali che trovano veterinari compiacenti.

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